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"In clima caldo l’abbigliamento ideale è costituito da vestiti comodi e leggeri che consentono la circolazione dell’aria. I colori chiari consentono di riflettere l’energia radiante incidente. Nel caso di sudorazione il processo di termoregolazione è influenzato dalla velocità con cui i tessuti assorbono acqua dalla pelle e la lasciano evaporare nell’ambiente".

Variabili circa le condizioni ambientali durante l’allenamento.

Una programmazione annuale deve tener conto anche delle variazioni ambientali cicliche, infatti nell’arco dell’anno il runner, allenandosi all’aperto, è sottoposto a grandi variazioni di temperatura e di clima.

La temperatura corporea profonda aumenta con l’aumentare dell’attività fisica, tuttavia il corpo umano può tollerare variazioni della temperatura corporea entro certi limiti, innescando processi di termoregolazione finalizzati a correggere ed eliminare, se possibile, queste variazioni.

Il nostro corpo reagisce quindi alla temperatura esterna aumentando la conservazione del calore durante l’esposizione al freddo e aumentando la termodispersione durante l’esposizione al caldo.

La conservazione del calore si realizza mediante una vasocostrizione cutanea, aiutata dal lavoro muscolare che produce calore (il brivido).

La termodispersione aumenta invece grazie ad una vasodilatazione cutanea che porta il calore in superficie, aumentando la dispersione di calore per conduzione, convezione ed irraggiamento.

 Se questi tre meccanismi non sono sufficienti l’organismo ricorre alla secrezione del sudore, la cui evaporazione consente perdita netta di calore. In ambiente caldo umido il processo di evaporazione è notevolmente ostacolato, ne deriva quindi il rischio di ipertermia associato a disidratazione.

In clima freddo molti strati di indumenti leggeri rappresentano una soluzione termoisolante più efficace di un singolo strato pesante, in quanto vengono intrappolati diversi strati di aria con alto potere isolante.

C’è da ricordarsi che i tessuti bagnati in clima freddo aumentano notevolmente la termodispersione. La pratica di attività fisica in ambiente freddo può comportare una notevole perdita di acqua dalle vie respiratorie, quindi si consiglia una reidratazione anche se non così massiccia come in ambiente caldo.

In clima caldo l’abbigliamento ideale è costituito da vestiti comodi e leggeri che consentono la circolazione dell’aria. I colori chiari consentono di riflettere l’energia radiante incidente.

Nel caso di sudorazione il processo di termoregolazione è influenzato dalla velocità con cui i tessuti assorbono acqua dalla pelle e la lasciano evaporare nell’ambiente.

Il processo di sudorazione comporta disidratazione dell’organismo, e perdita di sali minerali, che nei casi estremi può portare ad un insufficiente controllo cardiovascolare e ad ipertermia.

Una perdita superiore al 4-5% della massa corporea comporta una forte riduzione delle capacità di performance e di controllo cardiovascolare. In clima caldo è importantissima una corretta reintegrazione idrica e salina (si consigliano composti isotonici) che dovrebbe rimpiazzare esattamente i liquidi persi.

Prassi corretta sarebbe quella di pesarsi prima e dopo l’allenamento per valutare la quantità di liquido disperso e reintegrarlo nell’arco di alcune ore. È comunque sempre importante il buon senso. Non occorre diventare maniaci dell’allenamento e delle sue mille sfaccettature. È fondamentale conoscere ciò che stiamo facendo per renderlo il più produttivo possibile, ma sempre vivendolo in modo sereno e responsabile.

A cura di: Massimo Santucci e Dr Augusto Innocenti

www.santuccirunning.it