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I traumi sportivi, come comportarsi in caso d'infortunio. 

Distorsione caviglia

In questo articolo accenniamo ai piu' comuni tipi di trauma e a quel che si puo' fare per soccorrere l'infortunato. Non e' inutile ricordare che se non si e' esperti si deve prima di tutto pensare a non far danni, evitando manovre di fantasia o, peggio, viste in qualche trasmissione o film. Come gia' detto, frequentare un corso specifico presso qualsiasi Associazione di Volontariato e' utile a tutti.

 

Contusione: ben nota a tutti, si puo' determinare a seguito di un urto tra atleti, contro un attrezzo o dopo una semplice caduta e puo' accompagnarsi o meno ad un'escoriazione o una piccola ferita (si parla di contusione escoriata).

Nel caso di lesioni molto lievi non vi sono conseguenze fisiche di rilievo, mentre se l'intensita' dell'urto e' maggiore si puo' avere una piu' importante lesione dei tessuti e dei vasi, spesso profonda e quindi meno visibile, con fuoriuscita di liquidi e di sangue tra i tessuti. Si formano cosi' il gonfiore (che puo' essere assai evidente) e l'ematoma (il livido) che puo' estendersi col passare delle ore (specie se non si adotta il R.I.C.E.) o comparire tardivamente, anche nelle zone vicine alla lesione. Nel caso di questo tipo di infortunio e' consigliabile consultare un medico se il dolore e' molto violento, vi e' una evidente difficolta' a muovere la parte lesa, il gonfiore e' molto esteso, compare immediatamente un ematoma che tende ad allargarsi oppure la parte colpita presenta delle deformazioni: in questo caso saranno necessarie valutazioni specifiche (visita, ecografia, radiografia...).

Nei casi banali il R.I.C.E., associato eventualmente alla medicazione se c'e' una ferita o un'escoriazione, puo' esser sufficiente, salvo interpellare un medico se successivamente compare qualcosa di nuovo o il dolore e il gonfiore non si attenuano nel giro di breve tempo. Ricordo ancora l'importanza della vaccinazione antitetanica che, con un costo minimo (una intramuscolare ogni dieci anni circa) ci protegge dal rischio di un'infezione grave.

 

Distorsione: la distorsione (comunemente detta “storta”) si ha quando un'articolazione viene sollecitata oltre i suoi limiti ma dopo il trauma riprende la sua posizione normale.

Il trauma di solito e' ben evidente (un urto, un piede messo male, una caduta...) e i sintomi sono caratteristici: dolore improvviso, difficolta' a muovere la parte, gonfiore quasi immediato. Il dolore puo' essere piu' o meno violento e solitamente tende pian piano a ridursi. Le cose da fare immediatamente sono riassunte, come al solito, dall'acronimo inglese R.I.C.E. (Rest, Ice, Compression, Elevation).

Possono essere utili gli antidolorifici da banco, magari chiedendo al farmacista, ed e' preferibile assumerli in seconda giornata dal trauma perche' molto spesso hanno anche un effetto anticoagulante: anche in questo caso e' meglio nell'immediato evitare pomate, massaggi, movimenti attivi o passivi e quant'altro possa favorire, anziche' ridurre, lo stravaso di sangue e liquidi nella zona lesa.

Se i sintomi sono importanti (forte dolore, gonfiore accentuato, comparsa di un livido che tende ad estendersi) o non recedono nei giorni successivi (il dolore non passa, la parte non si sgonfia) o comunque in ogni caso di dubbio, e' sempre meglio rivolgersi al proprio medico di famiglia che prescrivera' gli opportuni accertamenti.

Sebbene la maggior parte delle distorsioni sia di grado lieve (il dolore e il gonfiore sono modesti e non residuano conseguenze), una lesione dei legamenti e' sempre in agguato: una instabilita' della caviglia puo' provocare a lungo andare danni articolari (artrosi, ad esempio) e la lassita' legamentosa puo' favorire la comparsa di nuovi episodi distorsivi. La ripresa degli allenamenti (dopo un periodo di riposo che varia in base alla gravita' della lesione e che va misurato in settimane e non giorni) deve avvenire con molta cautela e gradualita', preferibilmente preceduta da esercizi di mobilitazione passiva e propriocettivi.

 

R.I.C.E.

1) Rest: riposo immediato e totale.

2) Ice: ghiaccio. Il ghiaccio va messo prima possibile: l'ideale e' un sacchetto di plastica riempito di cubetti frantumati (basta sbatterli su di un piano rigido e resistente), applicato sulla parte interponendo sempre un panno per evitare che il freddo eccessivo provochi ustioni. Il ghiaccio va applicato per 4-6 cicli di circa 10 minuti alternati a 10 minuti senza, poi circa 45 minuti di pausa, da ripetere piu' volte nelle ore successive all'infortunio. Limitarsi ad applicare ghiaccio per 10' non ha senso.

3) Compression: compressione mediante bendaggio con fascia elastica (e' conveniente tenerne una sempre con se'). Il bendaggio non deve essere talmente stretto da ostacolare la circolazione sanguigna ma nello stesso tempo deve esercitare una buona compressione: e' conveniente controllare che le parti a valle (lontane dal cuore) del bendaggio rimangano di colore roseo, non dolgano e non si raffreddino troppo (calcolando la presenza del ghiaccio nelle vicinanze).

4) Elevation: elevazione. se possibile, tenere la parte sollevata. Nel caso degli arti e' meglio distendere tutto l'arto senza limitarsi ad appoggiare la parte terminale (ad esempio il piede) su un supporto, perche' l'articolazione a monte (ad esempio il ginocchio) potrebbe venir eccessivamente sollecitata.

 

Queste manovre hanno lo scopo di ostacolare lo stravaso di sangue e liquidi nella zona lesa, ridurre il dolore e l'infiammazione, facilitando il recupero post-infortunio. Il riposo immediato e' importante: continuare a muoversi dopo un trauma anche banale puo' peggiorare notevolmente lo stravaso di liquidi (l'edema dei tessuti che provoca, se superficiale, il ben noto gonfiore della parte) allungando i tempi di recupero. Un riposo immediato, anche se richiede l'interruzione della seduta di allenamento, puo' invece, nell'ottica di un programma a lungo termine, essere molto piu' conveniente.

Tutto quello che facilita l'accumulo dei liquidi nella parte lesionata dal trauma e' ovviamente controindicato: continuare l'allenamento (!), mobilizzare la parte (sia attivamente che passivamente), effettuare massaggi, coprire con agenti riscaldanti o applicare nella prima giornata dal trauma pomate di qualsiasi tipo (quasi tutte facilitano lo stravaso del sangue) sono manovre troppo spesso praticate e vanno evitate con attenzione. L'uso di farmaci (alcuni antidolorifici, pomate) e' consigliabile a distanza di tempo (un giorno almeno) dal trauma ed e' sempre meglio consultare preventivamente un medico.

Tra le emergenze da trauma possiamo elencare contusione, distorsione, frattura e lussazione. In un successivo articolo tratteremo nei dettagli questi tipi di lesione.

 

fonte: Dott. Gianfranco Bertozzi  - www.santuccirunning.it