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correre per rimanere in salute

Quanti sono quelli che all'arrivo hanno gli occhi fuori dalle orbite, la lingua pendente, piegati a rimettere, spinti dall'abnegazione alla corsa , come se questo "supplizio" fosse il tributo da pagare al nostro sport. Ho sentito molti , sfiniti dallo sforzo, esclamare con soddisfazione :"…mi sono difeso bene…mi ci vorrano due-tre giorni di recupero per rimettermi….". Per non far soffrire il nostro motore, il cuore, è importante imparare a correre piano. Vediamo di mettere a fuoco...

... alcuni punti: la corsa effettuata ad una andatura moderata, ma uguale, mantenuta per un tempo relativamente lungo, se ripetuta regolarmente ha per effetto l'aumento del volume delle cavità cardiache. Ciò permette contrazioni più ampie, onda sistolica più lenta , pulsazioni più lente. Quindi, come risultato finale , un cuore adatto allo sforzo.

Sforzo moderato e regolare ( Endurance) significa trovare un'andatura che permetta un perfetto equilibrio tra l'ossigeno assorbito e quello che andremo a consumare . In altri termini, non bisogna mai far ricorso alle riserve di ossigeno immagazzinate nella massa sanguigna.

Ai miei tempi, che sono poi i tempi di coloro che hanno almeno 40/50 anni, quando ci si allenava, il miglior sistema per verificare che non si stava andando oltre le proprie possibilità del momento era quello di fermarsi per 6 - 10 secondi e prendersi le pulsazioni o sul polso oppure al collo. Moltiplicazione veloce per 10 o per 6 rispettivamente e con il risultato in mente si ripartiva.

Il calcolo era semplice: 180 rendimento massimo del cuore meno l'età e meno 10 se non si allenati (esempio uomo/donna di 40 anni doveva restare sulle 130 pulsazioni al minuto). Un po' più sopra se allenato , un po' più sotto , se no.

Da un po' di anni ogni podista al polso ha un "computer" che dopo essere stato impostato col peso, l'età e mille altri dati consiglia …. peccato che non riesca ad individuare la temperatura ed il nostro stato psico-fisico… tuttavia aiuta, anche se consiglio sempre di provare a sentire in modo autonomo il battito ogni tanto.

Per il podista principiante  lavorare sulla corsa a sforzo moderato è l'attività migliore per poi potersi permettere degli sforzi più intensi.

Molti di coloro che iniziano, o che corrono da poco tempo, mettono il carro davanti ai buoi: andature irregolari; corsa quasi sempre al di sopra delle loro possibilità; finali in asfissia per poter dire "mi sono allenato bene". Se si procede in questo modo si ottiene  che si vanno a fortificare solo le pareti cardiache e non si agisce sulla cavità.

Molti fanno confusione tra condizione fisica e forma  La condizione fisica è uno stato di attitudine allo sforzo frutto di un allenamento regolare eseguito senza intensità.

Il più grande beneficio che si può trarre dalla condizione fisica è il beneficio quotidiano. Come una vecchia quanto famosa  pubblicità un ottimo anti logorio della vita.

La forma, grazie ad una buona condizione fisica ed ad una preparazione più specifica, permette di ottenere il meglio dal proprio organismo.

Giovanni Schiavo