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Mi tiravano in due. Una era bionda e l’altra era mora. Descrizione scanzonata di una seduta in un centro massofisioterapico.

le fibre muscolari

Ogni tanto, mi reco dal mio massoterapista di fiducia. Un omone col viso da ragazzino coi baffi e cicciotte dita rassicuranti; il fatto che abbia una sensibilità eccezionale nel riuscire a trovare dove ti faceva male e non te ne ricordavi più, non è un dettaglio. Si, sai quei punti, a volte introvabili, dove parte il fastidio? Quei punti scarsamente rintracciabili; o addirittura quei punti che non ricordavi ti facessero male, ecco, lui sonda con le sue mani e come un acquisitore...

... di obbiettivi  ti trova i malanni e ti rimette dritto.

 

massaggio

 

Funziona così: fisso l’appuntamento, vado, entro in questo poliambulatorio molto professionale, nessun convenevole, mi denudo, mi sdraio e collaboro alle indagini per la risoluzione dei mali. Chiaccheriamo del più e del meno come due vecchi amici e quando esco sono nuovo. Credo di guadagnare qualche mese di vita ad ogni seduta.

Suggerisco a tutti i corridori (termine oramai dei ciclisti, ma che sarebbe nostro! Corridore = corre, non c’è dubbio).

Questa volta però ho ceduto alle proposte di una sedicente  massaggiatrice che voleva farmi provare un nuovo archibugio. Pancafit. Un attrezzo capace di riequilibrare la postura con semplicità agendo sulla globalità delle catene. E’ in grado di ridare libertà e benessere a tutto il corpo attraverso l‘allungamento muscolare globale decompensato, non chiedetemi cosa voglia dire …

In questo caso: fissa lei l’appuntamento (l’intraprendenza femminile)  entro, saluto, ma non mi denudo … troppo pericoloso, mi sdraio e tiè, non avevo mali (ero stato lo stesso mattino da Gilberto, l’altro!).

Sono in due: Elisabetta e Martina o Margherita. Mi accolgono in uno studio con più stanze all’interno di un edificio d’epoca, molto particolare. Mi fanno sdraiare su quest’improbabile panca fatta a V aperta. Mi dicono di rilassarmi. Mi chiedono di quali  disturbi soffra. Io, lì per lì, rispondo con un tutto ok, ma loro mi fanno intendere che sono un sognatore. Una dice all’altra: senti quaè tutto contratto, e il diaframma! Senti lo sterno, è duro. Bè, è un osso, dico io, ma loro rispondon saccentemente: certo, ma i paravertebrali? A quelli sinceramente non ci avevo mai pensato; più che altro perché non sapevo di averli, saranno degli optional.

 

fibre  muscolari

 

Dopo un po’ di mettiti così e mettiti cosà, o più che altro stai fermo così, inizio a soffrire qualche disturbo: sarà il sasso sotto alla schiena! Chiedo spiegazioni, mi dicono di non aver preoccupazioni. Respira.

Si sta proprio bene con una pietra in mezzo alle scapole, per darvi l’idea, provate a pensare ad un sassolino in una scarpa e moltiplicate per dodici.

Mi osservano. Non capiscono il motivo del mio poco respirare. Mi dicono di continuare a farlo mentre mi allungano su questa panca e poi, però si correggono con un: ah si, voi uomini non riuscite a far due cose nello stesso momento.

Quando mi rilasso respiro molto lentamente.

Gli atleti o quasi, hanno un cuore grande, ed una gittata cardiaca maggiore, anche doppia di un uomo medio. La portata, ovvero il volume di sangue pompato in un minuto è il prodotto tra frequenza cardiaca e volume sistolico (sia lodato Wikipedia). Prendendo l’uomo medio di prima e paragonandolo ad un brocco un po’ allenato come me troviamo che osservando anche solo i battiti a riposo lui ne ha 70 ed io 40; considerando che vivo pure io, vorrà dire che ho un volume sistolico quasi doppio? Un cuore grande, grande, grande che mi permette di respirare alla Pellizzari e di non rispondere alla provocazione.

 

macchina tortura

 

 

Il fatto di essere ingommato dipende dalle masse muscolari, così fitte che andrebbero spazzolate per scioglierne i nodi. Si, dovrei esser strigliato con una spazzola di ferro ad ogni galoppata, a mo’ di cavallo. E sono longilineo come un puffo taglialegna, ma di blu ho solo il sangue; ma non perché io sia nobile, ma perché correndo in affanno è privo di ossigeno, quindi blu (peraltro i nobili, oltre ad altre ipotesi, sembra venissero chiamati: sangue blu proprio perché scarsi di ossigeno etc.).

Continua il calvario con la mora che conduce le danze mettendo sassi ovunque per bilanciarmi, manco fossi dal gommista. E la bionda che mi torce il collo come un pollo dicendo che non si tratta di un semplice stretching analitico o classico. E’ un allungamento muscolare fatto in postura corretta e senza permettere "compensi", cioè quei meccanismi antalgici che il corpo mette in atto per sfuggire alle tensioni, ai dolori o ai semplici disagi che reputa non graditi, o contro la sua normale sopravvivenza. Inoltre tale allungamento utilizza tecniche respiratorie per sbloccare anche il diaframma.  Stica, dico io.

Mi guardo intorno perplesso perché sento rumore di fibbie. Vedo la solita agitare delle cinture di cuoio. E’ proprio vero il mondo sta cambiando. Inizia a legarmi. Ragazze? Voglio tornare a casa.  Stai tranquillo mi dicono.

 

Mi legano, non ne posso più. Penso: sai se queste mi mettono in una condizione ambigua?  N.B. Può succedere .

No, sono solo un egocentrico, ma la prossima  voglio l’avvocato (di Villafranca).

So che pensate: vedi troppi film! Ma ahimè non è così, l’ultimo che ho visto è stato“Totò, Peppino e la malafemmina” (ecco perché: la malafemmina), anzi no, l’ultimo che ho visto è “Non ci resta che piangere” (ecco! Mi vien da piangere) ed ero al cinema.

Come al solito mi immergo nei miei pensieri proprio nel momento in cui sto meglio o il contrario. E intanto tutto è finito.

 

Non era una tortura medioevale, ma qualcosa di buono che allenta le tensioni muscolari, fatto da due persone competenti, e che rifarò. Il resto lo ho aggiunto io pescando dal mio stato d’animo. Che sia un sobillatore o che mi senta in colpa con l’universo femminile?

 

Simone Cartom Crema

 

p.s.  Quattro righe facoltative.

Prima di pubblicare i miei temini li sottopongo alla lettura. Lo ius primae spetta a mia moglie. L’altro, volta per volta cambia a seconda di chi incontro quando lo scritto è completo. Premetto che anche per il bidello della Crvsca (scusa Sandro), io, sarei passibile di denuncia. Detto questo, sottopongo il manoscritto. Nella fattispecie l’avventore, con Laurea magistrale (e ho detto tutto), lo prende in mano ed inizia la lettura. Muove la testa a destra e sinistra, sorride, corruga la fronte e al termine mi dice con entusiasmo: bello, incalzante, frizzante! Non fermarti, continua; ma una domanda devo fartela Simone: quanto avevi in grammatica? Io: poco, perché? Anzi, non so neanche se l’ho fatta. Perché, mi dice guardandomi come fossi un ufo, obiettivi si scrive con una b. Un gavettone a dicembre. Ora, a parte il fatto che non lo considererei  gravissimo il trovare una lettera in più o in meno su 1.075 (word è fantastico, ora siamo a 1.082, ma non segna i numeri, che strano, ora 1.091 conta solo le lettere e ti dice gli errori!); potrebbe essere anche solo un errore di trascrizione/battitura o di impaginazione. Più che altro io, dovessi leggermi, mi concentrerei su quello che ho da dire o meglio (stiamo bassi con le aspettative) sul condividere alcune emozioni, più che ideare un “concorso personale grammaticale” (comprati la “settimana enigmistica”). Come dite? Che non è un uomo ma una donna che ha rilevato un errore del genere? Semplicemente perché guarda alla forma e non alla sostanza? Bè, questo mi sembra un goal a porta vuota con la porta grande il doppio, il campo in discesa e con Maradona (anni d’oro) che sta per calciare…. non è intellettualmente onesto da parte vostra. Comunque avete ragione … e lei no. Obiettivi e obbiettivi sono corretti entrambi.  Non c'è una regola precisa. perfettamente interscambiabili. Si tratta di una "variante fonetica non specializzata in due diversi significati". La più usata è la versione con una sola b, perché si avvicina all'origine latina della parola obiectum.  In realtà, proprio per essere più vicina alla originale latina, dovrebbe essere più corretta l'altra versione obbiettivo, a mio avviso anche più elegante e lontano, come sapore, dal nostro splendido veneto talvolta non molto raffinato. Questo perché parole simili, che derivano da gruppi fonetici simili dal latino in italiano sono state tutte tradotte con la doppia. Tra l'altro la versione con due b è stata usata da Leopardi,  D'Annunzio... e da me. Che dire, ho imparato una lezione: anche un laureato può insegnarci qualcosa ma una donna di più.

A presto.

 

 

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