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Rubrica a cura di Dott. Virgilio Ottaviani - EthicSport Team - www.ethicsport.it
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ELENCO INSERZIONI 14.07.10 - ALLENAMENTO E ALIMENTAZIONE (MASSIMO F.) 11.04.10 - RITENZIONE IDRICA (GIULIO M) 08.04.10 - DOLORI AL TENDINE FLESSORE LUNGO ALLUCE DX (ENRICO C) 25.03.10 - AVVICINAMENTO ALLA CORSA (FRANCESCO Z) 18.03.10 - INTENSO DOLORE AGLI AVAMBRACCI (EUGENIO DUS) 17.03.10 - MANCANZA DI FERRO? (EMANUELA) 26.01.10 - DOLORE AL GINOCCHIO (LUIGI) 18.01.10 - CORRERE CON L'ASSUNZIONE DI ANTISTAMINICI PER ALLERGIA (FABIO) 17.01.10 - QUALE SCARPA PER INIZIARE??? (RENATO F.) 16.01.10 - TENDINITE INSERZIONALE ROTULEA (MASSIMO) 13.01.10 - DOLORI ALLA TIBBIA E MUSCOLO POLPACCIO (MASSIMILIANO) 20.12.09 - SINOVITE AL GINOCCHIO (SERGIO P.) 23.11.09 - PLANTARI... LA SOLUZIONE AL MIO PROBLEMA? (CARLO C.) 23.11.09 - MALTODESTRINE PRIMA DELLA GARA (ANONIMO) 12.09.09 - DOLORI AI FLESSORI DELLA COSCIA (DONATO Q.) 08.08.09 - DOPPIA FIBROSI (CLO) 03.08.09 - AFFATICAMENTO AI POLPACCI (RAFFAELLO C.) 21.05.09 - PERDERE PESO, CALCOLO VALORI FC E ZONA DI LAVORO (CRISTIAN D.) 15.05.09 - AFFATICAMENTO MUSCOLARE PRECOCE (ROBERTO T.) 23.04.09 - PROBLEMI INTESTINALI DURANTE LA CORSA... (MASSIMILIANO G.) 25.03.09 - AFFATICAMENTO PESANTE... (ADRIANO A.) 13.02.09 - FERRITINA, CALO DI PRESTAZIONI? (MARCO C.) 28.01.09 - INFORTUNIO DA CADUTA IN BICICLETTA (ELISA B.) 27.01.09 - RAID DU CROMAGNON 115 KM...PER ME LA PRIMA VOLTA (GILBERTO C.) 10.01.09 - PREPARAZIONE INVERNALE MEZZA MARATONA (FABIO V.) 11.12.08 - TOP-LINE RUNNING SHOES AND NUTRITION ENHANCING (Gregory the Shoeless One) 11.11.08 - PROBLEMI STRANI CON CREATINA MONOIDRATO (domanda di Donatello C.) 10.11.08 - CHE FACCIO SMETTO? (domanda di Graziano A.) 06.11.08 - INTEGRATORI IN PILLOLE? (domanda di Roberto P.) 02.11.08 - INTEGRAZIONE & MEZZA MARATONA (domanda di Daniele V.) 30.10.08 - CRAMPI ALLE GAMBE (domanda di Michele M.) 29.10.08 - AMMINOACIDI RAMIFICATI (domanda di Stefano C.)
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14.07.10 - ALLENAMENTO E ALIMENTAZIONE (MASSIMO F.)
Salve, ho 36 anni e mi stò preparando per la Ultramarathon Pistoia-Abetone anche se non mi cimenterò nella totalità dei 50Km ma gareggerò per il traguardo dei 30Km (gli anni passati lo avevo fatto per il primo traguardo ai 15Km), la particolarietà della corsa è che è in salita per il 70% del tracciato; sono a chiedervi la migliore alimentazione da intraprendere visto che le uscite sono tra l'1h 1/2 e le 2h due-tre volte la settimana; inoltre al momento mi stò allenando su percorsi prevalentemente di montagna e quindi se è il caso di alternarli con tratti solamente pianeggianti
Grazie per la collaborazione Massimo
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Massimo, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito runnerman.net. Innanzitutto complimenti per i suoi traguardi raggiunti nell'ambito del running. Ogni atleta ha esigenze alimentari sicuramente personali e da determinare, in caso di impegni così importanti, in maniera personalizzata. Ad ogni modo i principi fondamentali per una buona strategia alimentare e di integrazione per impegni come questi possono essere i seguenti: - un buon apporto di carboidrati (con ad esempio un piatto di pasta in bianco) anche la sera del giorno precedente la gara, al fine di massimizzare il riempimento delle scorte di glicogeno muscolare; - una buona colazione, il giorno della gara, circa 3 ore prima della partenza prevalentemente a base di carboidrati ma che comprenda anche un adeguato apporto di proteine e grassi; un possibile esempio può essere: una tazza di latte con cereali, fette biscottate con miele o marmellata, una fetta di crostata, eventualmente un succo di frutta. NOTA: non è sempre indicato variare drasticamente la tipologia di alimenti e la modalità della colazione e, ad ogni modo, la colazione "pre-gara" va provata in precedenza per trovare la soluzione che a parità di energia apportata sia la più tollerabile; - curare l'integrazione in maniera attenta, in ogni momento dell'attività sportiva: + PRIMA della partenza può essere utile assumere 250-500cc di beverage energetici a base di sali minerali, carboidrati e nutrienti specifici al fine di ritardare la disidratazione, contrastare l'insorgenza dei crampi e del calo ipoglicemico (una possibilità può essere rappresentata ad esempio da PreGara Endurance di EthicSport) + DURANTE la gara occorre rimanere ben idratati sorseggiando a intervalli regolari piccoli sorsi di acqua e/o integratore; è importantissimo che l'integratore scelto sia in concentrazione ipotonica, per favorire un rapido svuotamento gastrico e permettere un'idratazione ottimale senza affaticare il lavoro dello stomaco (una proposta del mercato per questo momento dello sport è Performance Sete, integratore idrosalino glucidico, con formulazione fortemente ipotonica) + DURANTE la gara è anche importante rigenerare le scorte energetiche in maniera consistente, assumendo ricariche liquide di carboidrati (come ad esempio Energia Rapida Professional); è importantissimo far seguire all'assunzione di questi "pack" energetici liquidi, un'opportuna quantità di acqua, per facilitare il transito gastrico! + DOPO la gara, fornendo una razione alimentare di recupero adeguata, per favorire lo smaltimento dei cataboliti da esercizio e facilitare il recupero (un prodotto sul mercato destinato a questo è Recupero). Per quanto riguarda la strategia di allenamento, sembra adeguata al tipo di impegno che vuole affrontare: anche in questo caso, però, le tipologie di allenamento possono subire variazioni significative a seconda di come si pensa di impostare la gara. La realizzazione di un buon fondo aerobico con allenamenti lunghi anche in pianura, insieme a sedute di lavoro collinare, sono comunque elementi fondamentali della preparazione per gare di questo tipo.
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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11.04.10 - RITENZIONE IDRICA (GIULIO M)
Buongiorno, Vorrei sottoporre un mio quesito. Mi capita, specialmente durante le corse lunghe, di bere moltissimo. Ebbene, poi mi sento molto gonfio e solamente dopo 36 ore circa urino gran parte dei liquidi assunti. Come posso spiegarmi questa sorta di ritenzione temporanea? Mille grazie.
Cordiali Saluti Giulio Marcato
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Giulio Marcato, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito runnerman. La sensazione della sete è generata da diversi fattori quali la secchezza della bocca, i segnali provenienti dall'ipotalamo e da altri fattori psico-fisici. Durante l'attività sportiva inoltre non è un corretto indice del nostro reale bisogno di sete e ci può portare a bere meno ma anche molto di più del nostro reale fabbisogno. Occorre tenere presente che il nostro stomaco è in grado di trasferire al massimo 8-900cc di acqua all'ora e per bevande di natura diversa (come integratori tecnici per l'attività sportiva o bibite più commerciali) questo quantitativo può diminuire in maniera anche importante. Bevendo grandi quantità di liquidi non facilmente digeribili può effettivamente rallentare molto il transito gastrico e non permettere comunque un'idratazione tissutale ottimale. Per quello che riguarda il suo caso, tendo ad escludere che l'eccesso di liquidi assunti durante il lungo vengano ritenuti per 36 ore per poi essere escreti tramite le urine, visto che immagino che comunque, anche nelle ore successive al lungo lei comunque assuma liquidi attraverso il cibo (frutta, verdura, carne, ecc... tutti alimenti ricchi di acqua) e l'acqua che beve durante il giorno. Le consiglio comunque di regolamentare l'assunzione di liquidi ad al massimo 1 borraccia di integratore all'ora, divisa in piccole aliquote di 50-100cc (qualche sorso) ogni 5-10 minuti di corsa; è preferibile, durante gli sforzi fisici, scegliere formulazioni ipotoniche (come ad esempio Performance Sete di EthicSport) che permettono un rapido svuotamento gastrico e un migliore trasferimento energetico e idrico all'organismo. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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08.04.10 - DOLORI AL TENDINE FLESSORE LUNGO ALLUCE DX (ENRICO C)
da qualche mese soffro dolori al tendine flessore lungo dell'alluce dx; classe 1966, corro 50/80 km la settimana... tempo di riferimento in mezza 1:26:30 e in maratona 3 ore e 10 minuti; alto 180 cm e peso 70 kg; mi si consiglia plantare.. cosa ne dite? e il ghiaccio può essere utile? grazie enrico
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Enrico, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito runnerman. Il plantare viene consigliato quando l'appoggio nella corsa non è ottimale e genera dolori articolari, muscolari, tendinei e/o infiammazioni croniche proprio come nel suo caso; in questi casi è indispensabile attenersi alla prescrizione indicata per evitare il ripresentarsi delle problematica di cui soffre. L'uso del ghiaccio è comunque utile per coadiuvare la risoluzione di fenomeni infiammatori a carico delle articolazioni o dei muscoli. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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25.03.10 - AVVICINAMENTO ALLA CORSA (FRANCESCO Z)
buona sera , io ho 40 anni e voglio avvicinarmi alla corsa solo alla scopo di mantenermi in forma e liberare la mente . Peso circa 95 kg per un'altezza di 1,85m , come inizio i 10km in quanto tempo li devo percorrere per poter dimagrire , e con che frequenza cardiaca ? Potete darmi dei consigli per la dieta ?
Francesco Z
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Francesco Zanchettin, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. Le sedute di tipo aerobico (quindi eseguite a ritmo lento) e prolungate nel tempo sono sicuramente utili per il consumo di grasso corporeo in eccesso; è tuttavia indispensabile variare tipologia di allenamento settimanalmente per ottenere il risultato che desidera. Il tempo in cui dovrebbe percorrere questa distanza dipende da moltissimi fattori (la biomeccanica della sua corsa, il grado di allenamento generale) ed è impossibile da determinare a priori; stesso discorso vale per i battiti cardiaci a cui dovrebbe svolgere il lavoro visto che anche la frequenza cardiaca varia moltissimo da persona a persona, tuttavia frequenze cardiache intorno ai 130-140 battiti sono in genere compatibili con lavori di tipo aerobico. Per quanto riguarda l'alimentazione, senz'altro un programma debolmente ipocalorico povero di grassi e ricco di frutta e verdura può aiutare a rientrare nel proprio peso forma mantenendo comunque l'energia per svolgere al meglio gli allenamenti. Una visita medica e consultare un allenatore è comunque un ottimo primo passo per avvicinarsi al podismo e fare sport divertendosi e in piena sicurezza! Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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18.03.10 - INTENSO DOLORE AGLI AVAMBRACCI (EUGENIO DUS)
Buon giorno, sono un amico di Salvatore Bettiol e stavo guardando il sito della 10° miglia del montello e mi è venuta un’idea che non so se potrà avere esito…..ma non si sa mai. In ogni caso vi ringrazio perché senz’altro ho approfittato del vostro tempo.
Ecco il problema: ho 65 anni e da moltissimi anni corro in forma “amatoriale” per decina di chilometri al sabato e alla domenica e qualche volta durante la settimana. Il ritmo è molto tranquillo : sei minuti e mezzo al chilometro, battito cardiaco stabile su 135/140 battiti. Dieci anni fa ho avuto un infarto e dopo l’angioplastica sono sempre stato benissimo e controllatissimo. Dal mese di novembre ho iniziato ad avere questo disturbo: Dopo poche decine di metri di corsa sento un dolore molto forte e insopportabile ad entrambi gli avambracci. Nessun altro disturbo. Appena mi fermo e inizio a camminare il dolore scompare in pochi secondi ( 15/20). Ho fatto tutti gli esami possibili : sangue, cardiologici, test da sforzo e tutto è risultato perfetto. SOLO quando inizio a correre il disturbo si presenta. La conclusione del cardiologo è stata questa: smetta di correre e …cammini solo…!! Ho provato a sentire altri medici ma nessuno è stato in grado di darmi una risposta diversa. Per …”moltissimo caso” non è che qualcuno di voi sia mai venuto a conoscenza che qualche persona abbia avuto il mio stesso problema? ….le sto provando tutte perché non voglio smettere di correre.
Grazie per l’attenzione. Saluti Eugenio dus
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Eugenio Dus, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito runnerman.net. La problematica che lei lamenta è assolutamente insolita nel running e, a quanto pare dalle analisi che ha effettuato, non è detto sia legata a problemi cardiaci. Una domanda, da parte mia: il dolore si manifesta anche quando cambia posizione alle braccia o solo in una postura particolare? Ad ogni modo, in assenza di un'anamnesi non è assolutamente possibile anche solo ipotizzare una diagnosi e, di conseguenza, anche una soluzione al problema. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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17.03.10 - MANCANZA DI FERRO? (EMANUELA)
gentilissimo Dott. Otaviani, mi chiamo Emauela, spero vivamente che lei mi possa essere di aiuto. sono una ragazza\donna di 34 anni faccio attività fisica regolare vado a correre almeno 4 volte a settimana per un'ora e trenta circa seguendo due tipi di allenamento uno con battiti a 140 l'altro una scaletta che oscilla fino a 160 battiti. a rposo ho dai 47 ai 57 battiti. sono alta 1.74 e peso circa 61 a 62 kg. sto assumendo tutti i giorni vitamina c 500 mg.( grnde) inizialmente la assumevo con 15 mg di ferro vital. ma dopo qualche giorno ho constatato che il ferro mi provocava gonfiore per cui ho dovuto smettere. ma l'allenamento prosegue e la mancanza di ferro si avverte.
ieri ad esempio mi sentivo una larva umana. gambe e braccia come macigni e solo desiderio di riposare. che tristezza ero lenta e non correvo come il mio solito. la domanda è: posso posso sostituire il ferro con qualcos'altro? spero mi dia ottimi consigli perchè vorrei tentare di cimentarmi in qualche garetta o maratona e di questo passo non ce la fò.
la ringrazio Emanuela
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig.ra Emanuela, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito runnerman.net. La problematica che lei lamenta, cioè l'aumento della stanchezza, può avere diverse origini una delle quali può essere la carenza di ferro. in questi casi è sempre indicato sottoporsi a una visita medica presso un medico dello sport ed eventualmente effettuare analisi del sangue per avere un quadro più completo della situazione. Ad ogni modo, un integratore di ferro estremamente ben tollerato può essere FerroSport, che apporta ferro bivalente chelato con amminoacidi e già addizionato di vitamina C e acido folinico per un miglior assorbimento. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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26.01.10 - DOLORE AL GINOCCHIO (LUIGI)
Salve dottore, sono Luigi ho 30 anni sono alto 1.80 e peso 83 kg, vorrei dei consigli da Lei riguardo al mio ginocchio...... Dopo un buon periodo di allenamento intenso verso i primi di dicembre ho iniziato ad avvertire dolori al lato esterno del ginocchio destro, dopo un periodo di riposo di 10 giorni ho provato nuovamente a correre ma dopo 20 minuti ho avuto delle fitte molto dolorose che non mi permettevano nemmeno di camminare. Da quel giorno ho dolori costanti al ginocchio e difficoltà nel scendere le scale. Ho effettuato una risonanza ecco la diagnosi:
NEI LIMITI SEGNALE E MORFOLOGIA DEI SEGMENTI OSSEI IN ESAME. BUONA RICONOSCIBILITA' DEL MENISCO LATERALE. DEGENERATI CORPO E CORNO POSTERIORE DEL MENISCO MEDIALE CON INIZIALE MINUTA FISSURAZIONE INTRAMENISCALE. BUONA RICONOSCIBILITA' DEI LEGAMENTI CROCIATI E DEI COLLATERALI. NEI LIMITI LA CARTILAGINE RETROROTULEA. NON SIGNIFICATIVI VERSAMENTI ARTICOLARI.
Dopo la risonanza ho effettuato una visita dall'ortopedico e ha scritto quanto segue:
GONALGIA DESTRA. ALLA VALUTAZIONE CLINICA SI EVIDENZA DOLORABILITA' AL COMPARTIMENTO ESTERNO ED IN PARTICOLARE ALLA DIGITO-PRESSIONE DELLA BANDELETTA ILEOTIBIALE ED AL MARGINE ESTERNO DEL TENDINE ROTULEO. SI ESEGUE INFILTRAZIONE PERITENDINEA AL ROTULEO CON DEPOMEDROL FL.
SI PRESCRIVE RIPOSO ARTICOLARE PER ALMENO 3 SETTIMANE ESEGUIRE STRETCHING DELLA BANDELETTA E TERAPIA ANTIFLOGISTICA(IONOFORESI) E COMPLETARE IL CICLO INFILTRATIVO (3/5 PUNTURE) Cosa ne pensa? Pensa che si possa risolvere il mio problema con questa cura? E 'possibile fare un po' di bici nel frattempo o restare completamente a riposo? Quando tornerò a correre visto che avevo anche pianificato l'anno con qualche mezza e una maratona? la ringrazio in anticipo per il suo prezioso parere medico
Distinti saluti.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Luigi, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. I danni al menisco sono un problema estremamente delicato: vi è una grande differenza tra caso e caso e anche la chirurgia non è sempre utilizzabile per risolvere il problema definitivamente. E' certo che atleti con un peso corporeo piuttosto elevato sottopongono le articolazioni delle ginocchia a un lavoro superiore rispetto ad atleti meno pesanti; la cura che le è stata prescritta sembra essere unicamente un trattamento (doveroso) per risolvere lo stato di infiammazione e di dolore che prova. Il riposo assoluto, in questi casi, è effettivamente d'obbligo; anche la pratica di uno sport come il ciclismo (anche se indubbiamente in maniera inferiore rispetto alla corsa) potrebbe affaticare l'articolazione già infiammata.Una volta passato il dolore e l'infiammazione, valuti insieme al suo ortopedico di fiducia la strada da percorrere per risolvere completamente il suo problema: l'operazione chirurgica o altri trattamenti in grado di rendere l'articolazione nuovamente perfettamente funzionale. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo
Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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18.01.10 - CORRERE CON L'ASSUNZIONE DI ANTISTAMINICI PER ALLERGIA (FABIO)
Ciao sono Fabio, da circa un mese assumo quotidianamente la sera, una pastiglia di formistin, vorrei gentilmente sapere se l’uso di questo tipo di farmaci, sono controproducenti per la corsa, e se posso continuare ad allenarmi. Grazie.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Fabio, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. Il Formistin è un antistaminico che non influisce con il rendimento della corsa e viene generalmente usato per liberare le vie aeree superiori. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo
Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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17.01.10 - QUALE SCARPA PER INIZIARE??? (RENATO F.)
Salve mi chiamo Renato Formenton, sono alto cm. 170 e peso 120Kg. volevo incominciare a correre. Ho già parlato con il mio medico il quale mi ha consigliato una dieta e una attività fisica , senza esagerare ovviamente. Gradirei sapere che tipo di scarpa usare visto il peso o se potete consigliarmi dei negozi della mia zona (Bassano del Grappa-Cittadella- Marostica-Castelfranco) che mi potessero consigliare .Colgo l’occasione per porgervi i più sinceri auguri di buone feste e ringraziarvi per l’attenzione che vorrete prestarmi.
Formenton Renato Bye
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Renato, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. Quando si inizia a correre la scelta della calzatura ideale è fondamentale per prevenire l'insorgenza di problemi; questa scelta dipende non solo dal peso dell'atleta ma anche da come corre e anche altri parametri. Nella zona geografica che lei ha citato sono molti negozi specializzati nel running; tra loro le nomino Sport Max di Carmignano di Brenta (PD), Km Sport a Vicenza o Finish Line a Padova. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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16.01.10 - TENDINITE INSERZIONALE ROTULEA (MASSIMO)
Buongiorno Dottore, Sonu un podista (o, per meglio dire, lo ero) di 46 anni e dal mese di Aprile dell'anno scorso ho sospeso gli allenamenti a causa di una tendinite inserzionale rotulea diagnosticatami da un medico specialista (di cui ho la massima fiducia) durante una visita approfondita. A Luglio, dopo essere stato sottoposto ad un ciclo (8 sedute) di laserterapia associate ad un ciclo (3 sedute) di onde d'urto, il dolore si è notevolmente attenuato ma ho comunque ritenuto di non riprendere gli allenamenti per non aggravare la situazione. A Dicembre, visto che il dolore non passava completamente (persisteva un dolore alla digitopressione), sono ritornato dallo specialista il quale mi ha prescritto un ciclo di ipertermia (8 sedute) e un ulteriore ciclo di onde d'urto (4 sedute) a cui mi sono regolarmente sottoposto.
Nonostante quanto sopra il dolore alla digitopressione resta (anche se è più leggero che in passato) e il dolore al ginocchio ritorna, sebbene in forma molto lieve, anche dopo una semplice camminata di un oretta.
La domanda che vorrei rivolgerle è la seguente: è possibile che la tendinite persista dopo tutti i trattamenti eseguiti e 9 mesi di inattività? Ha suggerimenti da darmi?
Ringrazio anticipatamente per la risposta e le porgo i miei più cordiali saluti.
Massimo
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Massimo, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. Il caso che lei espone è assolutamente delicato. Il suo approccio di rivolgersi a personale qualificato è stato senz'altro ottimo e le terapie consigliatele sono compatibili con il suo problema. Se il sintomo persiste tuttavia, la causa del problema potrebbe non risiedere nella corsa e l'infiammazione persista a prescindere dall'astensione dagli allenamenti. Il consiglio che posso darle è di ricercare insieme al suo medico nelle sue abitudini (e non solo nel suo sport) la causa di questo fenomeno infiammatorio che persiste e cercare di rimuoverla. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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13.01.10 - DOLORI ALLA TIBBIA E MUSCOLO POLPACCIO (MASSIMILIANO)
Buongiorno dottore, Mi chiamo Massimiliano ho 37 anni e corro da circa 2 anni e mezzo. Ho risolto alcuni problemi alle ginocchia con infiltrazioni di acido ialuronico e utilizzo di ortesi plantari, usate con successo fino all’Agosto scorso, durante la preparazione della Maratona di Venezia. Al rientro delle ferie ho notato un leggero dolore alla tibia destra, all’attacco del muscolo del polpaccio. L’ho fatto vedere ad un ortopedico che mi ha detto che erano microlesioni le quali cicatrizzandosi irrigidivano e infiammavano il muscolo. Il tempo passava e ci avvicinavamo alla Maratona che ho cmq corso con il dolore, dato che a muscolo caldo questo diminuisce d’intensità, ma purtroppo non è mai andato via definitivamente. Nel frattempo ho cambiato le scarpe, e ho provato a correre senza i plantari, in un primo momento sembrava andar meglio, ma ad oggi il dolore e l’infiammazione muscolare si è ripresentata non solo nella tibia dx ma anche in quella sx al momento è quest’ultima che mi provoca più fastidio (ho provato un paio di volte a correre con i plantari ma sembrava il dolore acutizzarsi in maniera anche molto rapida). Ora vorrei sapere se sia possibile risolvere questo problema e se dovrei correre con o senza plantari visto che in entrambe i casi il dolore c’è.
Grazie
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Massimiliano, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. La sua sintomatologia è piuttosto comune nel podista, atleta che sottopone le sue articolazioni e la sua muscolatura a urti continui con il terreno. Quando il problema, come il suo, è serio e difficile alla risoluzione è importantissimo rivolgersi a un centro biomeccanico qualificato per la realizzazione di plantari personalizzati in grado di compensare il problema e sostituirli qualora siano usurati. Anche il cambio di tipologia di calzature in questi casi va subordinato al consiglio di tutti i professionisti coinvolti: biomeccanico della corsa, ortopedico e medico dello sport; è infatti normale che variando qualche parametro si abbia subito un miglioramento nei fenomeni di dolorabilità, essendo coinvolte catene muscolari diverse, ma per una risoluzione definitiva del problema non si può prescindere da una soluzione personalizzata con controlli periodici e sostituzione tempestiva di calzature e plantari non appena siano consumati. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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20.12.09 - SINOVITE AL GINOCCHIO (SERGIO P.)
Gentile dottore, ho 53 anni e ho scoperto il piacere di correre da circa 8 mesi cioè da quando, per perdere un pò di peso in eccesso, ho iniziato una dieta ipocalorica (terminata a giugno). Fino a meta settembre è andato tutto bene, 1 ora di corsetta a giorni alterni per circa 10 km, poi ho cominciato ad avvertire un dolore al ginocchio sinistro che si presenta sistematicamente dopo i primi 15 minuti di corsa e mi costringe a fermarmi.
Ho richiesto il parere di un medico che mi ha prescritto una ecografia che ha dato il seguente: “in corrispondenza dello sfondato sottoquadricipitale e del cavo articolare si segnala falda fluida corpuscolata di modesta entità. Regolare il decorso lo spessore e l’ecostruttura dei tendini quadricipitale e rotuleo. Presenza di edema dei tessuti molli periarticolari. Il legamento collaterale esterno appare lievemente ispessito e tenuamente ipoecogeno da verosimile imbizione edematosa” ed il consiglio di lasciar perdere la corsa per il nuoto. Vorrei sapere da Lei se posso fare qualche cosa per far cessare questo dolore e ricominciare a correre. Grazie
Cordiali saluti Sergio P.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Sergio, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito runnerman. La diagnosi che le è stata fatta non sembra così drastica e non esclude -una volta risolto il suo problema- che possa riprendere a correre. Per risolvere la problematica occorre valutare, con il suo medico, la terapia migliore -insieme al riposo- per rientrare prima possibile allo sport che preferisce. Nel frattempo la pratica del nuoto senz'altro la può aiutare a mantenere un buono stato di forma senza caricare l'articolazione interessata dal dolore. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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23.11.09 - MALTODESTRINE PRIMA DELLA GARA (ANONIMO)
Buongiorno dottore sono un uomo di 48 anni pratico il podismo da circa 10 anni ma solo nel 2009 ho partecipato a qualche gara con discreti piazzamenti. le volevo chiedere nelle distanze dei 10000 e mezza maratona conviene fare uso di maltodestrine pure 1h circa prima della partenza? le faccio questa domanda perchè non ho fatto mai uso di queste sostanze, ma solo di comuni integratori di sali minerali.grazie per la vostra disponibilità.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Atleta, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde sito runnerman. L'uso di miscele di maltodestrine (pure o in opportuna formula) nel pre-gara hanno un razionale scientifico ormai accreditato; è infatti dimostrato che riescano a ritardare il consumo del glicogeno muscolare. L'assunzione di maltodestrine può essere associato a quello di sali minerali ma il tempo di assunzione non dovrebbe comunque essere mai successivo ai 30 minuti prima dell'inizio della gara. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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23.11.09 - PLANTARI... LA SOLUZIONE AL MIO PROBLEMA? (CARLO C.)
Buongiorno Dottore. Ho 50 anni e sono un runner bi-settimanale (30km in totale). Ho un dolore al tallone e sono fermo da un mese. L’ortopedico mi ha prescritto dei plantari che utilizzo regolarmente anche se mi sembra di peggiorare la situazione e di stare a riposo. Cosa posso fare per accelerare la guarigione?
Grazie Carlo
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Carlo, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde sito Runnerman. Il problema che lei lamenta è molto comune in chi pratica corse su strada; il riposo generalmente aiuta la risoluzione dello stato di dolorabilità ma l'eliminazione del problema tramite un'opportuna diagnosi è indispensabile per evitare che il sintomo si ripresenti. Un secondo parere medico -se con il primo non ha avuto il risultato desiderato- è senz'altro consigliabile. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti
Responsabile Scientifico EthicSport
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12.09.09 - DOLORI AI FLESSORI DELLA COSCIA (DONATO Q.)
Gentile dottore, ho 48 anni, sono alto 183 cm e peso 88 kg. Ho, più o meno, sempre praticato sport, e negli ultimi anni prevalentemente la corsa. Dopo un periodo di inattività ho ricominciato a correre , ma avverto un notevole fastidio ai flessori della coscia che non riesco a spiegarmi, finora non ho mai avuto difetti nell'appogio, uso scarpe di ottima qualità neutre, per atleti pesanti, pur non alimentandomi in modo esemplare non credo di avere carenze e al termine di ogni seduta, anche se non sempre, faccio degli esercizi per allungare la catena cinetica posteriore (Souchard).
Le sarò molto grato se vorrà suggerirmi una soluzione per questo problema.
Cordiali saluti
Donato Q.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Donato, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito RunnerMan.Net. Un fastidio ai flessori della coscia può essere determinato da molti motivi. Se questo problema è insorto, come lei riporta, all'improvviso dopo un periodo di inattività, è opportuno ricercare la motivazione del dolore in ciò che è stato cambiato nelle sue abitudini precedenti. Faccia mente locale su cosa possa essere cambiato -anche piccoli dettagli- nel suo stile di allenamento, corsa, abbigliamento, alimentazione o altro dall'ultimo periodo di allenamenti in cui non avvertiva il fastidio. Talvolta la risoluzione di un fastidio come il suo può essere proprio nell'analisi delle abitudini visto che, come dice, usa scarpe adatte e in buono stato e ha la consuetudine di effettuare un buono stretching post-allenamento. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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08.08.09 - DOPPIA FIBROSI (CLO)
Gentile Dottore, le scrivo per un parere su una questione che davvero non so come risolvere: il 31 agosto dello scorso anno mi sono stirata il bicipite femorale sx, e dopo 1 mese di parziale riposo, ecograficamente non era apprezzabile alcun problema.Poichè però avevo un certo fastidio a correre, mi sono rivolta a un massaggiatore, che mi ha convinto della presenza di una fibrosi, massaggiato male con gran dolore, e "rispezzato" la fibra che si era appena cicatrizzata.Risultato, dopo alcuni mesi di riposo e blandi tentativi di ripresa: fibrosi di circa 3 cm.
Ad aprile di quest'anno, facendo degli allunghi, mi sono strappata(distrazione di IIgrado di 15x7mm)nel punto adiacente la vecchia fibrosi.Ai primi di luglio, dopo 3 mesi di riposo quasi totale(un po di bici negli ultimi 30 gg), e varie sedute di tecar, ultrasuoni, laser nei primi 30 gg, l'ecografia mostra 2 cicatrici, quella vecchia, ridottasi a 1,2 cm, e quella relativa all'ultima distrazione , di 2 cm. Non sapevo davvero cosa fare: tenermi le cicatrici e tornare a correre,con il rischio di ristrapparmi come successo ad aprile, o farmi massaggiare , con il rischio che mi venga fatto un altro massaggio dannoso , come a ottobre scorso? alla fine ho optato per una via di mezzo, leggeri massaggi quasi quotidiani di pochi minuti per tentare di riallineare le fibre e leggeri allenamenti a giorni alterni, partendo da 15 minuti di corsetta e incrementando di un minuto per volta. All'inizio sembrava funzionare, ma se mi salta in mente di allenarmi due giorni consecutivi o forzando un po l'andatura il dolore ( meglio fastidio)torna vivo e mi "paralizza" la gamba durante la corsa, rendendo il movimento molto poco naturale.
Il dubbio che mi assale ogni volta è se il dolore è imputabile alle fibrosi oppure a una nuova lesione creatasi sulla precedente.
Inoltre desidero sapere se esiste una soluzione definitiva per eiminare queste fibrosi, eventualmente anche chirurgica, e a chi posso rivolgermi.
La ringrazio per l'attenzione.
Clo
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig.ra Clo, Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. La sua storia clinica da un anno a questa parte è veramente impressionante. Non è comune trovarsi di fronte a tante disavventure consecutive e così tanti problemi. Senza un'opportuna anamnesi del suo stato non è possibile sapere la natura dei suoi attuali dolori; nel suo caso, inoltre, la valutazione esatta del suo stato di salute è fondamentale per poter riprendere gli allenamenti in maniera seria; non è infatti pensabile continuare ad allenarsi poco per paura dell'insorgenza di nuovi dolori, senza sapere cosa realmente succede al suo bicipite femorale! Le consiglio, quindi, di effettuare una visita da un fisiatra o un medico dello sport esperto in problematiche di riabilitazione per avere un'esatta diagnosi del suo problema e poter rientrare quanto prima in maniera sicura alla sua attività sportiva. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio - Chimico degli Alimenti Responsabile Scientifico EthicSport
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03.08.09 - AFFATICAMENTO AI POLPACCI (RAFFAELLO C.)
Buon giorno Dottore, mi chiamo Raffaele Cantiello e ho 57 anni, corro quasi da sempre, ma seriamente da una decina di anni. Mi alleno quasi costantemente tre volte alla settimana, riesco a percorrere anche venti Km. Alla media di 6,20 al Km, ma soffro costantemente di dolori ai polpacci, come una pugnalata tanto da farmi fermare di correre. La domanda che le faccio come devo fare per eliminare queste "contratture" se sono queste?
La ringrazio anticipatamente Raffaele Cantiello
P.S. Anche se io la seguo da poco trovo le sue risposte esaustive per tutti.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Raffaele Cantiello, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. La causa di questi dolori è -con gli elementi a disposizione- di difficile individuazione anche se, dalla sua descrizione, sembra essere in presenza di crampi, più che di contratture. Esistono, tra l'altro, diverse tipologie di crampi; quelli che -come nel suo caso- si ripresentano regolarmente nella stessa posizione possono avere origine dalla biomeccanica del gesto atletico. In parole povere il suo stile di corsa potrebbe affaticare maggiormente determinati fasci muscolari e quindi generare il sintomo che lamento; in questi casi la scelta di una scarpa differente, più adatta alla propria corsa, potrebbe aiutare a risolvere il problema. Contestualmente anche una opportuna pre-idratazione con prodotti a base di carboidrati e sali minerali può contribuire alla prevenzione dell'insorgenza dei crampi durante le sedute di allenamento più impegnative. In particolare EthicSport ha formulato per questi scopi PreGara Endurance (integratore di carboidrati sequenziali, sali minerali e nutrienti utili a ottimizzare prestazioni di tipo aerobico) da assumere circa 30' prima di allenamenti di fondo lento lunghissimo o fondo medio prolungato in 250cc di acqua e PreGara Dynamic (integratore di carboidrati sequenziali, sali minerali e nutrienti utili a ottimizzare prestazioni di tipo misto, aerobico-anaerobico) da assumere circa 30' prima di allenamenti con ripetute o fartlek in 250cc di acqua. La ringrazio per l'apprezzamento positivo sulle risposte, rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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21.05.09 - PERDERE PESO, CALCOLO VALORI FC E ZONA DI LAVORO (CRISTIAN D.) Buongiorno, mi chiamo Christian ed ho 38 anni, essendo in sovrappeso ed abitando in città ho acquistato un tapis roulant semiprofessionale ed un cardiofrequenzimetro con i quali intendo allenarmi per perdere peso. Ho provato a calcolare le soglie FC per perdere peso ed ho notato che inserendo il valore fc a riposo i limiti variano di molto. Inserendo solo l'eta' abbiamo 109,2/127,39 (considerando 60/70%) consigliati per perdere peso, mentre se inserisco il valore FC a riposo (58) i valori salgono a 132.39/144,8. Qui' nasce il mio dubbio, quale dei due valori e' piu' efficace per perdere peso? Spero che la tua esperienza mi possa aiutare, visto che sono convinto dell'importanza riguardo la giusta scelta dei limiti FC.
Ringraziandoti anticipatamente per l'interesse, ti saluto.
Grazie, Christian D.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Christian, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esperto Risponde del sito runnerman. Ti premetto che qualsiasi valutazione della soglia porta con sé un errore; il nostro corpo è un sistema complesso ed età, peso, fc a riposo, stato di allenamento, condizioni fisiche generali entrano nel calcolo della soglia anaerobica ventilatoria in maniera determinante. Ad oggi, il sistema più preciso per la rilevazione di questo importante parametro per la somministrazione dei carichi allenanti è senz'altro la valutazione effettuata con metabolimetro durante un test da sforzo; di conseguenza possono essere calcolate tutte le frequenze per ottimizzare l'allenamento Comunque sia, in generale, lavorare a regimi di lavoro molto bassi consente l'utilizzo di un maggior quantitativo di lipidi a scopo energetico, a patto che l'esercizio venga condotto per molto tempo. Tra i due intervalli di fc, il primo (109-127) sembra -nel suo caso- più vicino alle frequenze presunte per la perdita di peso; non dimentichi, tuttavia, di variare di tanto in tanto la tipologia di allenamento per evitare che, essendo i nutrienti più usati nell'allenamento, l'organismo accumuli nuovi grassi dall'alimentazione per rimpiazzare quelli perduti! Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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15.05.09 - AFFATICAMENTO MUSCOLARE PRECOCE (ROBERTO T.) Buongiorno, in riferimento al metabolismo aerobico e sulla contrazione muscolare ed energia, vorrei chiederVi delucidazioni o suggerimenti a riguardo la mia condizione fisica, sotto sforzo, assegnatamente alla pratica del podismo. Affaticamento muscolare precoce, e dispnea sono le cause della mia condizione fisica scadente, gambe pesanti che non girano, affanno anche a salire le scale, percezione di non metabolizzare gli allenamenti. Visite ed esami approfonditi, non hanno dato esiti negativi.
1) Età 57 FC Max 168 ex maratoneta ( la fatica insorge anche a bassa frequenza 110-120 battiti al minuto ) 2) Sono bradicardico 40 bpm pressione bassa 110/80 ( dovrebbe essere ottimale, ma sopraggiunge l’affanno ) 3) Prova del lattato all’ ergometro avambraccio OK ( dovrei ripeterlo sul tapirulant ? ) 4) Come valutare eventuale accumulo di sostanze nocive non smaltite durante lavoro muscolare ? 5) Come indagare sui meccanismi biochimici della fatica ? 6) Come valutare la capacità di risintesi dell’ ATP ? 7) Come valutare il funzionamento della via ossidativa ? 8) Come valutare il VO2 max 2,95 l/min. in relazione al sistema trasporto ossigeno ( fame d’aria ) 9) Come valutare il complesso deidrogenasi 10) Come valutare la capacità dei muscoli di bruciare lipidi a scopo energetico 11) Come valutare il buon funzionamento della risintesi di fosfocreatina e di mioglobina ? 12) Come valutare un calo delle riserve di fosfocreatina e di ATP in relazione al debito di ossigeno ? 13) Come valutare un calo del glicogeno muscolare ?
Nel ringraziarVi per quanto potrete aiutarmi in merito, Distinti Saluti
Roberto
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Roberto,
Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esperto Risponde del sito Runnerman. Le problematiche che lei lamenta possono avere diversa origine e una approfondita diagnosi differenziale sarebbe indicata. Vado, comunque, per ordine nel rispondere ai suoi quesiti:
1 - 2 - 3) Se la situazione è momentanea e dura da poco la causa più comune per questi stati di affaticamento è indice di overtraining: con l'avanzare dell'età il fisico ha minor capacità di adattamento al carico atletico quindi occorrerebbe allungare i tempi di recupero ed eventualmente aiutare l'organismo con alimenti e integratori volti ad ottimizzare il recupero muscolare (come Recupero di EthicSport); se invece la situazione è uguale da qualche anno e non dipende dal volume di allenamento allora è il caso di consultare uno specialista.
4) Le normali analisi ematochimiche e delle urine possono già dare informazioni importanti su questo. Anche la valutazione della barriera antiossidante è utile per capire lo stato di affaticamento dell'organismo.
5 - 6 - 7) Non esistono test specifici su questi aspetti se non la valutazione funzionale tramite metabolimetro incrociato con la valutazione ematochimica. 8) il valore di VO2 max non è in assoluto elevatissimo ma va contestualizzato sull'atleta a cui è riferito; il trasporto di ossigeno dipende da più parametri, di cui l'analisi ematochimica può restituire una buone valutazione
9 - 10 - 11 - 12 - 13) Le normali analisi del sangue non possono dare informazioni specifiche su questi parametri: tra l'altro, non esistendo metodiche analitiche standardizzate e sicure per la valutazione di questi valori, la sola titolazione degli stessi non può comunque dare informazioni per la loro biosintesi. Biopsie muscolari ed elettromiografie potrebbero dare informazioni a riguardo ma il loro impiego (sono analisi invasive e dolorose) non è quasi mai usata a livello diagnostico sportivo se non in casi patologici conclamati.
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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25.03.09 - PROBLEMI INTESTINALI DURANTE LA CORSA... (MASSIMILIANO G.) Buongiorno, ho mia moglie che ha un sacco di problemi di dissenteria durante e dopo la corsa, abbiamo fatto sia la colonscopia che esami del sangue, ma nulla è risultato irregolare. Ora vorremmo però riuscire a risolvere tale problema, mia tesi vedendola correre è la seguente; durante la corsa è sempre in affanno, ovvero il cuore e il fisico vengono stressati anche ad una andatura aerobica, questo provoca uno stress tale al fisico che si ribella con la dissenteria, che persiste solo nelle fasi di corsa e subito dopo?? Che ne pensa come teoria? In tal caso come potremmo risolvere il problema ??
Grazie
Massimiliano G.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Massimiliano Gargatagli, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esporto Risponde del sito Runnerman. Il problema di sua moglie può avere origine sia alimentare che di allenamento. Prima di tutto è da valutare che quando uno effettua un'attività fisica in condizioni di affanno, difficilmente sta lavorando in piena aerobiosi; è facile che sua moglie necessiti di un condizionamento atletico maggiore per affrontare i ritmi che si propone. Allenamenti con fondo medio breve alternato a camminata aiuta a comprendere a quale ritmo si possa lavorare in tranquillità. Altresì la postura può incidere negativamente sull'agilità della corsa e quindi rendere l'allenamento più duro del previsto. Tutti questi aspetti vanno comunque discussi alla luce dell'analisi della corsa effettuata sul campo. Un ulteriore possibile causa del problema potrebbe derivare dalla gestione alimentare: presentarsi all'allenamento troppo a ridosso di un pasto o uno spuntino può generare facilmente problemi come quelli lamentati da sua moglie. Riguardo alla sua teoria non ho elementi fisiologici che possano avvalorarla ma, essendo il corpo umano una macchina meravigliosa e unica, non è da escludere. Per risolvere il problema occorre valutare con un allenatore o un biomeccanico esperto la tecnica di corsa, eventualmente effettuare un test su tapisroulant con metabolimetro per valutare la soglia anaerobica ventilatoria e tarare correttamente i passi di allenamento. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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25.03.09 - AFFATICAMENTO PESANTE... (ADRIANO A.) Sono un runner di 51 anni e corro da tre. Sono appassionato di trail anche nel deserto ma faccio anche maratone (con un record di 3h00'30'') e 100 km. In particolare nella 100 km quando arrivo al 75° km e inizia la crisi comincio a sentire un affaticamento molto pesante alle gambe tale da impedirmi di correre se non piano alternando il cammino e arrivando molto provato. E ciò nonostante mi alleni anche con lunghi facendo oltre 50 km a seduta. Bevo regolarmene ai ristori e mangio. Quale potrebbe essere la causa? Devo partire più piano? Oppure mi alleno troppo e sono stanco? (Dai 120 ai 150 km a settimana). Grazie per la risposta.
Adriano
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Adriano,
Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esperto Risponde del sito RunnerMan.Net La 100km è una prova da considerarsi estrema. Per quanto uno riesca a mangiare, bere e integrarsi correttamente, l'ultima parte di gara di chi corre queste distanze con velleità agonistiche è sempre molto dura in quanto il fisico risulta molto provato dal punto di vista energetico, strutturale e psicologico.
D'altra parte entrambe le motivazioni che lei porta possono avere un ruolo nel calo della performance dei chilometri finali: - un eccessivo allenamento -soprattutto nelle settimane appena antecedenti alla competizione- possono compromettere le ultime fasi di gara; - una partenza troppo veloce va a consumare più rapidamente le scorte di glicogeno senza che sia possibile ripristinarle o risparmiarle per le fasi finali. Purtroppo in queste competizioni ogni caso fa storia a sé: l'esperienza personale e il confronto con specialisti che effettuino test personalizzati in diversi momenti della stagione può aiutare a raggiungere il proprio massimo! Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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13.02.09 - FERRITINA, CALO DI PRESTAZIONI? (MARCO C.) Sono un atleta di 42 anni percorro circa70/80 km . a settimana, le mie ultime analisi mi danno un ematocrito 46.5, emoglobina 16.3, wbc5.34, rbc5.04, sideremia77, transferrina298, ferritina 18. Volevo sapere se i miei valori sono giusti perchè mi è stato detto che un atleta non deve avere una ferritina inferiore a 50. Sono un donatore quindi effettuo spesso le analisi ma non ho mai avuto un valore più alto di 20 e ho avuto sempre un ematocrito intorno a 43. Volevo un vostro consiglio visto che ultimamente le mie prestazioni hanno avuto un calo. Grazie.
Marco C.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Marco, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esperto Risponde.
I valori che lei riporta sembrano essere in un range considerato "di normalità". Anche la ferritina, che rappresenta comunque la riserva di ferro presente nel fegato, non ha un valore preoccupante. Sull'opportunità di un maggior quantitativo di riserva di ferro organico nell'organismo dello sportivo, questa è una pratica avallata da diversi Medici dello Sport, per evitare la deplezione di questo prezioso micronutriente. A questo proposito, l'integrazione della dieta con opportuni supplementi di ferro organico è utile per apportare una maggiore disponibilità di questo nutriente: è necessario però che questo sia in forma biodisponibile e venga accompagnato da opportuni cofattori metabolici che ne massimizzino l'assorbimento. Ferrosport (http://www.ethicsport.it/scheda17.php) è un integratore di ferro organico, vitamina C e acido folinico utile per integrare l'apporto di questo nutriente quando sia carente o ne aumenti il fabbisogno.
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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28.01.09 - INFORTUNIO DA CADUTA IN BICICLETTA (ELISA B.) Salve! la settimana scorsa sono caduta in bicicletta riportando una sublussazione acromion claveare alla spalla sinistra e un vasto ematoma alla coscia sinistra da drenare. Riguardo al problema della spalla, tra quanto tempo potrò riprendere gli allenamenti di corsa? E quando mi verrà drenato l'ematoma devo rimanere ferma? Grazie.
Elisa Bortolato
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig.ra Elisa Bortolato , Buongiorno e grazie per aver scritto alla Rubrica EspertoRisponde.
Mi spiace veramente per il suo infortunio. In assenza di una visita e una valutazione oggettiva del danno riportato è veramente impossibile darle una qualsiasi previsione di rientro all'attività sportiva; quando le controlleranno la spalla e dreneranno l'ematoma sulla coscia il medico potrà senz'altro darle una valutazione ponderata del suo rientro al podismo!
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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27.01.09 - RAID DU CROMAGNON 115 KM...PER ME LA PRIMA VOLTA (GILBERTO C.)
Egregio dottor Virgilio Ottaviani, mi chiamo Gilberto Costa, sono un "amico" di RunnerMan. Il 6/7 giugno sarò al via del Raid du Cromagnon 115 km, per me sarà la prima volta! Nell'ultimo anno ho corso quattro trail 20/25 km, ed un ultra trail a fine settembre 2008 di 70 km. Ho tre anni di corse sulle gambe, su strada (corse, corsette) ed ho partecipato a quattro maratone, e tre ecomaratone.
Questo è il mio "curriculum" .. Tando per darle un'idea. Semplicemente...si fa per dire, sarebbe così paziente da consigliarmi sul come dev' essere l'avvicinamento a questo evento? Che tipo di allenamenti, il numero e la quantità. La mia alimentazione, il peso ideale. Tutto quello che il suo "bagaglio" d' esperienza mi può donare... La ringrazio anticipatamente e le auguro buon lavoro. Distinti saluti Gilberto Costa.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Gilberto Costa, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esperto Risponde. Innanzitutto in bocca al lupo per l'avventura che ha deciso di vivere; le auguro sinceramente di potersela godere appieno! Per rispondere alla sua domanda, effettivamente la questione è un po' ampia; come sempre sono tre le condizioni da rispettare e sono:
- allenamento; - riposo; - alimentazione.
In breve, per effettuare un trail di tale distanza, è fondamentale privilegiare tipologie di allenamenti di fondo lento per condizionare efficacemente l'organismo alla resistenza aerobica, rispetto sessioni di variazioni di ritmo; ovviamente è consigliabile realizzare diversi lunghi (anche oltre i 50km) per raggiungere gradatamente la distanza che ci si prefigge.
E' indispensabile calibrare al meglio i momenti di recupero (attivo e passivo) per evitare di incorrere nel problema dell'overtraining (sovrallenamento), sindrome che costringerebbe poi a periodi di riposo forzato, precludendo il progresso della condizione atletica.
Ultimo aspetto, ma non per importanza, è alimentarsi correttamente in maniera quantitativa che qualitativa: non solo occorre fornire tutti i nutrienti utili per lo svolgimento dell'attività ma bisogna ingerirne un quantitativo adatto. A grandi linee, comunque, un'alimentazione bilanciata con circa il 60% di carboidrati e il restante diviso tra grassi e proteine (in maniera variabile a seconda del periodo di avvicinamento) ben si adatta ai podisti di ultraendurance; a questo proposito, però, le consiglio di farsi seguire in maniera personalizzata e sistematica da un medico sportivo nutrizionista di sua fiducia che, in base ai carichi di allenamento e al periodo della stagione, le potrà indicare le migliori strategie di alimentazione.
Una veloce nota sull'integrazione è questa: quando si realizzano allenamenti lunghi, occorre pianificare attentamente l'aspetto di integrazione e reidratazione in ogni momento dell'attività: PRIMA -realizzando un'opportuna preidratazione, eventualmente con prodotti specifici per ottimizzare la prestazione e ritardare il calo energetico (come ad esempio PreGara Endurance di EthicSport)-, DURANTE -assumendo integratori liquidi ipotonici con regolarità per prevenire la disidratazione (come ad esempio Performance Sete di EthicSport) e ripristinando in maniera costante le energie con alimenti solidi e gel energetici (come ad esempio Tecnica e Energia Rapida Professional di EthicSport)- e DOPO -ripristinando i liquidi e le energie perdute, smaltendo efficacemente i cataboliti da esercizio (con integratori appositi come Recupero di EthicSport).
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo
Sportivi Saluti Dr. Ottaviani Virgilio Chimico degli Alimenti - Responsabile scientifico EthicSport
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10.01.09 - PREPARAZIONE INVERNALE MEZZA MARATONA (FABIO V.) Salve, ho 21 anni e corro da quando ne avevo 11, prima con una squadra, poi l'anno scorso dopo un anno di pausa dovuto all'inizio dell'università ho ripreso arrivando a correre qualche corsa campestre, allenandomi da solo.
La mia distanza è sempre stata il mezzofondo e non amo la corsa lenta (pur avendo già corse gare non competitive di 20-25 km), ma quest'anno ho deciso di prepararmi per la mezza maratona (montefortiana 18 gennaio), passando per le corse campestri. Da ottobre mi alleno circa 3 volte alla settimana stando molto attento ad alternare corsa lenta, corsa media, ripetute, progressioni, salite ecc. A dicembre ho raggiunto un ritmo in campestre (dunque fino ai 10km) di circa 3'30"-3'35" al km, il che farebbe sperare di poter tenere un ritmo in mezza maratona sicuramente sotto i 4' al km.
Fatte le 2 campestri (30 novembre e 7 dicembre), ho staccato un attimo limitandomi a correre un lento di un'ora per 2-3 volte fino ad oggi e questa domenica (21 dicembre) mi appresto a iniziare la tabella di 4 settimane che mi porterà alla mezza. La mia domanda non riguarda solo quest'anno visto che ormai è tardi ma il futuro: è troppo lunga come preparazione, da ottobre a gennaio? Due settimane sono troppo brevi come periodo di compensazione, di stacco? E nel periodo di compensazione, si fa riposo completo o almeno un paio di uscite settimanali sono d'obbligo?
La ringrazio in anticipo per l'attenzione Fabio V
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Fabio V., Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica EspertoRisponde. La scienza dell’allenamento è una disciplina molto giovane e in continua evoluzione, per cui non le potrò rispondere in maniera univoca e incontestabile alla sua precisa ed intelligente domanda. Ad ogni modo, nell’allenamento in genere si dividono i periodi allenanti in questo modo:
macrocicli (periodi di allenamento di durata 4 mesi - 1 anno): cicli che rappresentano la stagione nel suo complesso, formati da pre-season, season e off-season;
mesocicli (periodi di allenamento di durata 3 settimane - 1 mese): cicli specifici in cui si lavorano caratteristiche specifiche; più mesocicli formano il macrociclo;
microcicli (periodi di allenamento settimanale) in cui si dividono a loro volta i mesocicli, caratterizzati da un andamento ondulatorio del carico, quindi in cui solitamente si alternano sedute di alta intensità con allenamenti compensatori di minor lavoro.
Le variabilità di questa divisione sono però elevatissime poiché ad ogni età, livello e tipologia di atleta si adattano periodi di allenamento estremamente diversi. La pianificazione dell’allenamento è poi soggetta alle variazioni che il fisico richiede: pur appoggiandosi a tutte le analisi e tutti i dati rilevabili da un atleta, il dialogo tra allenatore e soggetto allenato e il confronto sulle sensazioni e le prestazioni può massimizzare e tarare -quasi giorno per giorno- il carico da svolgere.
Fondamentale, però, è rivolgersi a personale qualificato e confrontarsi periodicamente con uno staff tecnico (allenatore, medico, preparatore) in grado di monitorare il proprio stato di forma e poter raggiungere con successo l’obiettivo che ci si è preposto.
Un periodo di preparazione specifica di 4 mesi sembra effettivamente piuttosto lungo e va svolto con attenzione e gestione attenta del carico per evitare fenomeni di overtraining; d'altra parte nel periodo di compensazione il riposo è in genere attivo in cui si effettuano comunque lavori di bassa intensità.
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
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11.12.08 - TOP-LINE RUNNING SHOES AND NUTRITION ENHANCING (Gregory the Shoeless One) Dear Ethisport, I am Canadian living near Rome. I have been running all of my life. I am at present training for the Rome Marathon. However, I cannot find a place with a good selection of top-line running shoes and nutrition enhancing "gels" for my long runs on Sundays. f you could please help me I would be grateful. Please answer back in any language. I understand English, Italian, Latin, Russian etc
Gregory the Shoeless One
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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11.11.08 - PROBLEMI STRANI CON CREATINA MONOIDRATO (Donatello C.) salve sono un ragazzo di 31 anni che da un mese vado in palestra allenandomi 4-5 volte a settimane. ho iniziato ad assumere creatina monoidrato circa 3-5 grammi al giorno e dopo un mese ho problemi di stitichezza. ho chiesto a vari istruttori e mi hanno detto che la creatina non da questi effetti anzi puo' dare diarrea, lei che ne pensa? assumo creatina sempre con un succo di frutta alla pera , colgo l'occaione per salutarvi.
Donatello C.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Donatello, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica EspertoRisponde.
Legati all’assunzione di creatina sono noti in letteratura fenomeni tanto di stipsi quanto di dissenteria; questo può dipendere dalla qualità del prodotto o dalla sensibilità dell’individuo che la assume. Le consiglio, comunque, di rivolgersi al suo Medico Sportivo di fiducia al fine di valutare, a seguito di una visita, se è il caso di interrompere o meno il ciclo di Creatina. Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
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10.11.08 - CHE FACCIO SMETTO? (Graziano A.) Ho 54 anni e sono abbastanza sportivo, anche se la corsa non la praticavo ( seriamente ) da un po di anni, diciamo da quando ho smesso di giocare a calcio a livello amatoriale ( 3 allenamenti settimanali ) all'età di 38 anni. Longilineo, 178cm e a secondo di quanto sono allenato vario tra i 64 e i 68 kg. ono goloso di dolci e perciò ho una normale pancetta che vorrei tanto perdere per strada! 
Da 6/7 anni faccio ciclismo amatoriale, granfondo all'inizio, ma visto che mi piace girare ho cambiato gradualmente con le ultracicling, fino a fare lo scorso anno la piu famosa di queste, la Parigi-Brest-Parigi di 1250km in un tempo di poco piu di 80 ore no-stop.
La corsa a piedi per mè da un paio di anni è diventata passione specie in inverno ma non solo, per tenermi in forma pratico anche nuoto 2/3 volte la settimana quando non riesco a correre o ad uscire in bici.
Lo scorso anno ho corso senza problemi e sono riuscito a partecipare ad una mezza maratona senza nessun problema. Quest'anno avevo intenzione di partecipare ad una maratona iniziando ad allenarmi ad agosto visto che purtroppo un incidente ( lussazione gomito sx ) mi ha tolto la possibilità di partecipare ad un altra ultracicling, la 1001 miglia di fine agosto.
Durante il mese di luglio facevo lunghe camminate con il gesso al braccio e appena tolto ho iniziato a correre a giorni alternati, prima 30minuti a FL e poi gradualmente aumentando la distanta o il tempo. Non ho fatto mai ripetute ma solo allunghi.
Il 21 di settembre ho partecipato ad una mezzamaratona e dopo 18° km sentendo un po di male alla gamba dx ho rallentato il passo gradatamente e da li ho iniziato il mio calvario!
Finito in 1 e 50 e recuperato dal male alla gamba dx, nei giorni successivi ho iniziato a sentire svanire il male al ginocchio ma non al tallone cosi ho pensato di fermarmi per un po curandomi con del ghiaccio e facendo impacchi notturni con lasonil.
Pensavo fosse una infiammazzione ( tallonite o fascia plantare? ) e mi sono curato cosi. Intanto sono tornato a fare giri in bici di non piu di 4 ore senza nessun problema. Il male al ginocchio è passato ( una conseguenza del "problema" al tallone? ) mentre il tallone mi faceva ancora male, perciò con un fisioterapista locale abbiamo deciso senza esami specifici di curare l'infiammazione con una settimana di laserterapia.
Dopo un week end a riposo inaspettatamente mi ritrovo il tallone un po troppo gonfio! Ora a parte il nuoto ( lavoro in piscina ) non faccio altro!
Vorrei sapere ( scusi se ho preso il discorso da lontano ) cose dovrei fare, smetto visto che sono ...vecchietto o ho ancora delle speranze visto che il tallone oltre ad essere sempre gonfio mi fa anche male se ci cammino normalmente specie con le ciabatte da piscina? Ringraziando spero una sua ......dose di buonumore! Simpaticamente e cordialmente Ameli Graziano
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Graziano Graziano, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica EspertoRisponde. Mi dispiace innanzitutto che non potrà prendere parte alla 1001 miglia, la gara dedicata al mitico Morelli, che è un evento ciclistico secondo solo alla mitica PBP! D’altra parte mi dispiace anche che abbia imparato a sue spese che il podismo, soprattutto di endurance, non perdona nulla al corpo. Riguardo al suo tallone, prima di appendere le scarpette al chiodo e privarsi di un sano divertimento quale la corsa, le consiglio di effettuare una diagnosi precisa di quello che è il suo problema -magari coordinandosi col suo fisioterapista- mediante tutti gli esami che la medicina mette a disposizione. Successivamente potrà, eventualmente, intraprendere una cura del suo problema e praticare senza rischi l’attività sportiva che preferisce! Non è ancora abbastanza "vecchio" per ritirarsi!!! Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
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06.11.08 - INTEGRATORI IN PILLOLE? (domanda di Roberto P.) Gentile Dott. Ottaviani, durante le gare trovo spesso difficoltà la somministrazione di integratori (maltodestrine).
1. le bustine sono ingombranti specie se se ne portano più di una. 2. è necessario berci dietro dell'acqua altrimenti si rischia il mal di stomaco. 3. sotto sforzo per chi ha lo stomaco sensibile ingerire qualcosa è come mettersi le dita in bocca!
Esiste un integratore più piccolo ma concentrato e meno indolore? Ogni tanto vedo atleti esperti ingerire ogni tot km delle piccole pillole senza far uso di maltodestrine. Sa dirmi cosa sono?
Grazie Roberto P.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Roberto, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica EspertoRisponde. La somministrazione di integratori durante le gare podistiche rappresenta un problema annoso, sia per l’opportunità e la difficoltà di trasportare ingombranti packaging durante le gare di atletica leggera, sia per le problematiche legate alla loro tollerabilità.
Alla sua richiesta di un integratore piccolo e concentrato rispondo immediatamente che nella concentrazione sta proprio la criticità di un prodotto: integratori troppo concentrati rallentano lo svuotamento dello stomaco richiamando liquidi e possono compromettere la performance se non vengono accompagnati da acqua.
In sport in cui l’integrazione durante la gara è un problema, diventa strategico quindi l’approccio preventivo di una integrazione (liquida) pre-gara: l’assunzione di bevande ipotoniche 30-40 minuti prima dell’inizio della competizione o dell’allenamento permette di prevenire cali energetici e ridurre il rischio di disidratazione. Qualora fosse richiesto dalla gara (e parliamo comunque di competizioni che superino l’ora e mezza di durata) è consigliabile optare per una reidratazione regolare (qualche sorso di acqua o integratore rigorosamente ipotonico) ogni 15-20 minuti e, se dovesse essere necessario assumere energetici a rapida azione ogni ora di gara, scegliere prodotti ben tollerati (è indispensabile provare ogni prodotto in allenamento per valutarne la tollerabilità), tecnici e assumerli in prossimità di un ristoro per farli seguire da qualche buon sorso d’acqua (indicativamente 150-200cc).
Per quanto concerne l’assunzione di pillole in gara, le strategie di integrazioni delle persone sono estremamente varie e non sempre basate su studi scientifici... Non saprei cosa possano essere i prodotti a cui fa riferimento; se ha notizia di qualche nome commerciale le posso senz’altro dire di cosa si tratta.
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
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02.11.08 - INTEGRAZIONE & MEZZA MARATONA (domanda di Daniele V.) Salve, Durante una mezza maratona, che tipo di integratori mi consigli di usare, ogni quanto tempo devo prenderli? Che alimentazione devo adottare prima della partenza? All'arrivo cosa è consigliato mangiare?
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Gent. Sig. Daniele, Buongiorno e grazie per aver scritto alla rubrica Esporto Risponde. Per chi affronta una gara sulla distanza dei 21km la strategia di integrazione dovrebbe svilupparsi sui tre momenti distinti dell’attività sportiva:
PRIMA: visto che si affronta una prova di discreta durata e in cui non sempre è facile reintegrare liquidi e sali minerali durante l’attività, è indicato cominciare la prova in condizioni di debole iper-idratazione per prevenire fenomeni di disidratazione. L’assunzione di Pre-Gara Endurance, circa 30 minuti prima della partenza della mezza in 250cc di acqua, tra l’altro, apporta anche carboidrati sequenziali, vitamine e sali minerali in grado di ritardare l’insorgenza di crampi o crisi energetiche.
DURANTE: Se possibile, sarebbe indicato assumere qualche sorso d’acqua (o di integratore ipotonico) ogni 3-5 km per mantenere, soprattutto nei mesi caldi, un buon equilibrio idro-salino. L’assunzione di una “ricarica di carboidrati” (come Energia Rapida) a metà gara, seguito da un’abbondante sorsata di acqua, aiuta a prevenire cali energetici nel finale e rigenera le scorte energetiche per la parte di gara decisiva.
DOPO: Per permettere un ottimale recupero è utile assumere integratori contenenti miscele di amminoacidi, carboidrati e micro-nutrienti (come Recupero) volti allo smaltimento dei cataboliti da esercizio e che pongano le condizioni per un’ottimale ricrescita dei muscoli entro 30-40 minuti dalla fine della gara.
Rimango a sua disposizione per ogni altro chiarimento e porgo Sportivi Saluti
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30.10.08 - CRAMPI ALLE GAMBE (domanda di Michele M.) Spesso mi capita da ormai alcuni anni, nonostante faccia anche dei lunghi, che in gara dopo circa un paio d'ore mi arrivano i crampi; anche stando attento a non correre troppo fuori soglia, specialmente dopo discese lunghe o impegnative, mi capita spesso al momento in cui debbo ricominciare a spingere in salita.
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Una corretta alimentazione rappresenta la base per la prevenzione di problematiche durante la gara; qualche semplice accorgimento nell'integrazione, inoltre, aiuta a contrastare il più possibile questo fenomeno:
- assumere liquidi e sali minerali poco prima dell'inizio della gara o dell'allenamento aiuta a prevenire l'insorgenza dei crampi; - bere ogni 8-10 minuti qualche sorso di integratore salino glucidico ipotonico ripristina le riserve idriche e rigenera le riserve minerali; - assumere energetici a rapida azione, all'insorgenza della sensazione di crampi o di calo ipoglicemico, al bisogno facendoli seguire da abbondante acqua; - reintegrare liquidi e nutrienti subito dopo la fine della sessione.
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29.10.08 - AMMINOACIDI RAMIFICATI (domanda di Stefano C.) Buongiorno! Sento spesso parlare di amminoacidi ramificati; è uguale prenderli in capsule o in buste? sono realmente utili? quando vanno assunti?
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EspertoRisponde
Risponde Dott. Ottaviani Virgilio
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Per quanto riguarda i BCAA i parametri per valutarne la qualità sono indipendenti dalla forma farmaceutica (le capsule si possono rompere, le materie prime possono essere inquinate, le polveri possono sciogliersi male...); per avere la sicurezza di trovare un prodotto di qualità occorre guardare la provenienza (prodotti confezionati in Italia hanno un controllo di qualità più alto di quelli provenienti da altri paesi) e le certificazioni fornite (l'Autorizzazione al Min. della Salute è un'ottima garanzia ma le certificazioni di esenza di possibili inquinanti dopanti è il livello di sicurezza massimo per uno sportivo).
Un'opportuna supplementazione di amminoacidi ramificati è utile in caso di aumentato fabbisogno o di scarso apporto alimentare; è chiaro che, alla base di un'opportuna integrazione debba necessariamente esserci un'alimentazione equilibrata e bilanciata sulle esigenze dello sportivo.
Per quanto riguarda la loro utilità gli studi più accreditati in merito ne riconoscono le proprietà anaboliche (sono i mattoni preferenziali con cui si ricostruisce il muscolo) e il momento migliore per assumerli è nel post gara e la sera (quando il corpo è più propenso alle attività di tipo plastico). Vi è un razionale, tuttavia, sul loro uso nel pre-esercizio al fine di risparmiare glicogeno muscolare in competizioni di endurance che superino le 3 ore.
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