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Gentile Dottore, le scrivo per un parere su una questione che davvero non so come risolvere: il 31 agosto dello scorso anno mi sono stirata il bicipite femorale sx, e dopo 1 mese di parziale riposo, ecograficamente non era apprezzabile alcun problema.Poichè però avevo un certo fastidio a correre, mi sono rivolta a un massaggiatore, che mi ha convinto della presenza di una fibrosi, massaggiato male con gran dolore, e "rispezzato" la fibra che si era appena cicatrizzata.Risultato, dopo alcuni mesi di riposo e blandi tentativi di ripresa: fibrosi di circa 3 cm.
Ad aprile di quest'anno, facendo degli allunghi, mi sono strappata(distrazione di IIgrado di 15x7mm)nel punto adiacente la vecchia fibrosi.Ai primi di luglio, dopo 3 mesi di riposo quasi totale(un po di bici negli ultimi 30 gg), e varie sedute di tecar, ultrasuoni, laser nei primi 30 gg, l'ecografia mostra 2 cicatrici, quella vecchia, ridottasi a 1,2 cm, e quella relativa all'ultima distrazione , di 2 cm. Non sapevo davvero cosa fare: tenermi le cicatrici e tornare a correre,con il rischio di ristrapparmi come successo ad aprile, o farmi massaggiare , con il rischio che mi venga fatto un altro massaggio dannoso , come a ottobre scorso? alla fine ho optato per una via di mezzo, leggeri massaggi quasi quotidiani di pochi minuti per tentare di riallineare le fibre e leggeri allenamenti a giorni alterni, partendo da 15 minuti di corsetta e incrementando di un minuto per volta. All'inizio sembrava funzionare, ma se mi salta in mente di allenarmi due giorni consecutivi o forzando un po l'andatura il dolore ( meglio fastidio)torna vivo e mi "paralizza" la gamba durante la corsa, rendendo il movimento molto poco naturale.
Il dubbio che mi assale ogni volta è se il dolore è imputabile alle fibrosi oppure a una nuova lesione creatasi sulla precedente.
Inoltre desidero sapere se esiste una soluzione definitiva per eiminare queste fibrosi, eventualmente anche chirurgica, e a chi posso rivolgermi.
La ringrazio per l'attenzione.
Clo
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